Bardo al banco

Dalla collaborazione con Enoteca dei Bardi di La Spezia nasce la rassegna Bardo al banco. Questa nuova produzione dei Mitilanti è dedicata alla poesia ad alta voce, alla spoken word, luogo e tempo per chi scrive e desidera pubblicare le proprie parole dal vivo, al bancone. Come nei poetry café il bardo contemporaneo proporrà storie e versi ai presenti, a chi starà bevendo e mangiando nell’enoteca di Ilenia e Lorenzo, attentissimi ai prodotto locali, a km0 e di qualità. Due mercoledì al mese, dalle 19:30 per circa un’ora potrete ascoltare poesia direttamente dalla bocca dei poeti e allo stesso bancone ordinare dell’ottimo vino per brindare insieme.

Per informazioni scrivere a: mitilanti@gmail.com

locandina Bardo al banco (grafica Miriam Rossignoli)

locandina Bardo al banco (grafica Miriam Rossignoli)

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Il largo

Aggiornare, sì. Articolare, certo. Praticar mesi come gl’ultimi credetemi, uno scoppio. Starci stretto al corpo è stato da portar fuori tutto, sudore e notti ed apnea di studio a lavorare. Infatti ecco lo sciame

Giovedì 17 Settembre 2015 la ciurma relitta sale a Torino per un arrembaggio di poesia mitilante, al Luna’sTorta de’!;

Venerdì 28 Agosto 2015 pubblicazione a più voci De’Relitti nella stiva del DistròNaufraghi, navigando al Festival della Marineria;

Giovedì 20 Agosto 2015 approda la terza edizione del Senti che Muscoli SP! alla Baracchetta di Lerici e sponsorizzata da un’attività impollinante Bartlebee l’Ape Libraia;

Domenica 09 Agosto 2015 ultimo evento poetico della rassegna estiva spezzina Brin in Festa, dal giorno alla notte/dalla notte al giorno il Quartiere Umbertino/Piazza Brin ha accolto la manifestazione di poesia di strada Poesia che già c’era;

Venerdì 07 Agosto 2015 presso il CAMeC di La Spezia si è tenuto per i calzoni il primo workshop di poesia performativa e poetry slam Tempesta de servèi.

Cambia il vento, mare aperto.

relitti (foto di Alice Parodi)

relitti (foto di Alice Parodi)

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Alla fine va sempre tutto bene

Scrive un messaggio Fabiano Spessi, mi scrive un messaggio su fb. Scrive che siamo amici sul social network ed è vero; scrive che siamo amici perché tempo fa portava in giro un reading dedicato a Simone Cattaneo, credo sia vero anche questo; dico credo perché gli elementi possono effettivamente combinarsi. Scrive che avrebbe piacere a farmi leggere il suo libro di poesie L’arte dell’incontro, edito da italic.

Due giorni dopo sto tornando a casa per la pausa pranzo e trovo un pacco nella buca delle lettere. Come ho scritto a Fabiano, sarà stata la frizzante giornata estiva, un maldischiena duraturo sull’orlo di svanire, comunque la questione di arrivare e trovare della posta da leggere e non da pagare, mi condisce sfiziosamente la giornata; quindi salgo su, mangio qualcosa e stappata una birra fresca mi accomodo sul divano, apro la busta postale, prendo in mano il libro, leggo la dedica e tutto, tutto il resto.

Cinquantuno poesie in pocopiù di sessanta pagine. Grafica pulita, nero su bianco, no foto no disegni. Pulizia, chiarezza, parole, come a richiamare una sorta di purezza nella eco che Fabiano ha amplificato: storie di tutti, ritagliate in una cornice poetica senza discorsi, immagini come un vissuto: diciamo che il lettore non entra anzi, fa già parte dell’incontro. Sono incontri sì, le poesie raccolte nel testo, di una marginalità schiacciante perché universale e quotidiana. Nessuno sconto al lettore, Spessi  dona voce alle voci meno udibili ma non urla, mette luce, mette a fuoco.

Grazie Fabiano, grazie del regalo. Come scrivi tu “Come li metti li metti,/ i desideri non cambiano. […]” e con te adoro scoprire ancora che tutto questo casino a volte è solo “[…] il nostro modo di cambiare/ per rimanere gli stessi.”

Fabiano Spessi, L'arte dell'incontro (Italic) - 2015

Fabiano Spessi, L’arte dell’incontro (Italic) – 2015

 

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Occasione

Appena nel sussurro del respiro abbiamo fatto comune cuore. Puntuale l’ospitalità della Ludoteca Civica di La Spezia che allarga e manifesta umanità e che offre esperienze in continuazione. Sempre l’abbraccio del quartiere Umbertino s’espande e invade nei colori delle bambine bambini partecipanti al laboratorio Poesia Bellezza: stremato dall’energia che date.                                                                                                                                                Brin in festa prosegue, si ringrazia ancora Labulè, Laboratorio di Quartiere, Comune della Spezia, Centro Giovanile Dialma Ruggiero, Istituzione per i Servizi Culturali.

Qui le fotografie di Francesco Tassara.

grafica di Miriam Rossignoli

grafica di Miriam Rossignoli

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Equilibrio di spezie

Quello che era il fine di pubbliche_azioni passate si sta concretizzando nell’estate appena giunta. Arruolato dall’Associazione Labulè propongo tre manifestazioni inserite nella rassegna Brin in Festa organizzata dall’Assessorato alla Sicurezza del Comune della Spezia, Laboratorio di Quartiere e Centro Culturale Giovanile Multimediale Dialma Ruggiero; il contenitore di eventi aperti a ventaglio sul quartiere Umberto I di La Spezia supportato dall’Istituzione per i Servizi Culturali ha accolto la seconda edizione del Senti che Muscoli SP!, la prima poetry slam della città ligure: patrocinata anche dalla LIPS, questa bomba poetica è stata inoltre sponsorizzata da Libreria LIBeRI TUTTI, che ha premiato il vincitore ed è stata aperta con un coloratissimo aperitivo presso Il Chiosco di piazza Brin. Il pubblico del poetry slam ha decretato come vincitore Filippo Lubrano; secondo d’un soffio Joe Vando Plavo e terzo classificato Jake Matthews. Gli altri partecipanti di spessore sono stati Filippo Balestra, JPD, Paolo Magliani, Roberto Osmanovic. Al sacrificio qualitativamente parlando il conquistatore della prima edizione Andrea Fabiani; come notaia di notevole esperienza e precisione artistica Stella LittlePoints Venturo. Poco prima del duello l’atmosfera della piazza è stata trasmessa on air con Radio Banda Larga, nel programma Poetry Club.

Qua potete leggere come è andata.

Qui potete vedere le foto di Francesco Tassara.

Spettacolo.

Senti che Muscoli SP! - II^ edizione (grafica Danilo Otha Manganelli)

Senti che Muscoli SP! – II^ edizione (grafica Danilo Otha Manganelli)

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Inaugurazione e bellezza

Scrivo in ritardissimo riguardo l’evento coronante un lavoro davvero soddisfacente. In data 14 Maggio 2015 presso l’entrata della scuola primaria Don Antonio Mori, sono stato invitato all’inaugurazione del pannello che conclude idealmente il progetto Poesia Bellezza educare alla bellezza, riconoscerla, costruirla, difenderla; insieme a Miriam Rossignoli, autrice dell’opera donata alla comunità e collega nel laboratorio (Aprile/Maggio 2014), erano presenti le classi prime della scuola secondaria di I grado con i loro professori, il Dirigente Scolastico Antonella Minucci, la Docente Vicario Cinzia Vanni, il Presidente del Consiglio di Istituto Daniele Biagioni, la responsabile della Ludoteca Civica spezzina; durante la manifestazione abbiamo ascoltato le poesie degli studenti, autentica potenza; di slancio parole concesse dalla riflessione sulle pratiche elaborate e proposte, dopo attenta analisi di bisogni comuni: questa esperienza ha tracciato un sentiero verso una possibile integrazione fra corpo e mente, fra sé e realtà, evidenziandola come efficace strumento di cura della relazione con sé e con gli altri.

(Il Comune della Spezia ha finanziato la produzione dell’opera inaugurata; sia io che Miriam Rossignoli abbiamo proposto e lavorato volontariamente al laboratorio, anche nella realizzazione del pannello; i materiali per il laboratorio sono stati finanziati dalla stessa docente vicario, responsabile del progetto all’interno della scuola; le famiglie degli studenti partecipanti hanno sostenuto l’esperienza facendo colletta di un euro ciascuno.)

splendore

splendore

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Userò un punto

Nel mese di Aprile 2015 è stato accolto presso la scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Salvo D’Acquisto di Pian di Follo (SP), il laboratorio Parole e segni di libertà, la poesia come pratica di scelta e possibilità, un progetto nato dall’incontro fra ANPI sezione di Follo Orazio Montefiori e me. Il laboratorio pedagogico è stato pensato e proposto in più fasi, rivelate negli incontri di riflessione con William Domenichini (segretario di ANPI Follo) ed Elena Gabrielli (docente e coordinatrice del progetto all’interno dell’Istituto). Altri momenti di preparazione e pianificazione hanno visto impegnati per ovvi motivi la Dirigente scolastica Francesca Del Santo e l’Assessore alla cultura del Comune di Follo Felicia Piacente. Gli studenti delle classi 1A e 2A hanno partecipato ad una fase di preliminare approfondimento storico e culturale, adatto a coniugare alla ricostruzione della Resistenza nel territorio di Follo l’indagine sulla Carta Costituzionale su cui si fonda la Repubblica di diritti e doveri in cui viviamo; in seguito i giovani hanno animato la fase di elaborazione e creatività, mirata a sviluppare in loro le condizioni per l’apertura ad un uso consapevole della parola come spazio di condivisione e confronto, connotato sotto il profilo sia letterario e poetico, sia iconografico ed artistico. La terza fase come da progetto protocollato presso gli uffici del Comune di Follo, mi vedeva felicemente indaffarato a restituire il lavoro dei ragazzi e ragazze alla dimensione pubblica, dipingendo e colorando muri precedentemente utilizzati come supporto per scritte nazi-fasciste, razziste e xenofobe con le parole ideate nelle fasi di laboratorio descritte sopra. Nel documento protocollato, insieme alla descrizione accurata del progetto in tutte le sue parti, veniva chiesto al Comune un aiuto economico, per l’acquisto dei materiali dedicati alla fase realizzativa e un sostegno nel trovare luoghi e momenti adatti alla realizzazione. Come si può evincere dagli articoli di giornale del 10 Maggio 2015 e del 14 Maggio 2015 questa dimensione pubblica non ha mai respirato e la giunta comunale ha deciso di “non creare precedenti”.
Ora non mi dilungo sul racconto del laboratorio perché preferisco studiare e continuare a fare il mio lavoro, accompagnato dalla meraviglia che è stata anche questa occasione di crescita. Ringrazio però, questo sì, tutte e tutti i protagonisti dell’esperienza, ci vuole veramente del coraggio e una buona dose di pazzia per prendere ed essere parte attiva in progetti come questo, cosa non banale oggi. La Scuola in Italia è finita, così come l’abbiamo pensata e praticata fino ad ora. Ribaltare sarebbe doveroso, proprio per questo ho immenso rispetto per chi, in un vuoto fatiscente sistema scolastico, impiega la propria professionalità ed umanità, provando a trasformare. Basta entrare in una qualsiasi struttura scolastica per rendersi conto di quanto sinteticamente dico. Il laboratorio Parole e segni di libertà è stato un successo, lo è stato nelle parole tesori degli studenti e dei loro insegnanti, stimoli formativi con i quali si continua a lottare, costruire e promuovere una educazione problematizzante, inadatta alle soluzioni a portata-di-mano e per-ogni-circostanza.
Mi dilungo invece ora sulla scelta della giunta comunale follese, dopo aver studiato e lavorato per e nel laboratorio come volontario (ovvero non retribuito) come del resto William Domenichini; dopo aver discusso con le persone nominate sopra, aggiungendo il Sindaco di Follo Giorgio Cozzani (nel giorno della presentazione del progetto al protocollo) e il giornalista Matteo Marcello; dopo aver letto il ridicolo battibecco mediatico in versione carta stampata sul quotidiano La Nazione; dopo aver dedicato del tempo al pensiero, con i visi dei ragazzi e ragazze negli occhi e dentro le loro produzioni e facendo i conti con i ricordi di chi a Pian di Follo ha trascorso anni di bambino e giovanotto; dopo sentimenti di rabbia e amarezza; dopo essermi confrontato con gli attori della vicenda, ascoltando e ascoltato; ora posso dire la mia. Vorrei rispondere all’Assessore alla cultura che continua a menzionare l’ANPI di Follo come se il progetto fosse stato proposto dall’associazione: il laboratorio Parole e segni di libertà è frutto della mia mente e come tale è stato protocollato in Comune; l’ANPI di Follo ha risposto alla mia chiamata, collaborando al progetto come parte attiva, in fede all’idea e struttura del progetto stesso. Trovo quindi inutile e fuorviante  affermare cose come “[…] non abbiamo nulla contro l’ANPI […]” perché in nessuna occasione di confronto e dialogo ho messo su un piano politico, come sembra essere questo, la proposta del laboratorio e la sua esecuzione: mi limito a fare il mio mestiere, nelle difficoltà e nei piaceri che ogni passione e professione portano. Inoltre smentisco l’affermazione sempre dell’Assessore quale “[…] su questo progetto, benché interessante, non siamo stati mai coinvolti se non nel momento in cui c’è stata la richiesta dell’autorizzazione e dei denari per acquistare il materiale. […]”, affermazione che offende tutte le persone coinvolte nella vicenda: in data 07 Febbraio 2015 ho presentato il progetto proprio all’Assessore Piacente in seduta di ricevimento; successivamente a telefonate, messaggi vocali e sms, non ho più avuto notizie da parte del Comune ma ho continuato ad organizzare la cosa (da professionista volontario) insieme all’Istituto e all’ANPI, con cui ho avuto sempre in sede di ricevimento in data 16 Marzo 2015 presso la scuola, via libera al laboratorio. In data 04 Aprile 2015 in sede di ricevimento presso il Comune di Follo ho protocollato il progetto, in intesa con tutte le parti impegnate e a seguito di conversazione con Sindaco Cozzani e Assessore. Alla luce di questi fatti concreti, dire di non essere stati mai coinvolti è piuttosto grave, oltre al fatto che proprio la Dirigente scolastica di Follo aveva inoltre informato il Comune dell’attività qualche tempo prima.
Non è polemica la mia ma una forma di cura: certo “[…] l’amministrazione, come è giusto che sia, non si sottrarrà all’impegno di cancellare tutte le scritte, indipendentemente dalla loro connotazione” ma la mancanza di luoghi di aggregazione giovanile nel paese, momenti di connessione e coltivazione, attività culturali capaci di allontanare le persone dalla noia e dal vuoto e dalle conseguenti derive umane, tramite l’allenamento all’interesse, alla conoscenza, all’espressione, saranno accolte nel medesimo impegno? La poesia, il linguaggio poetico ha mostrato nella voce e corpo dei ragazzi ragazze della Salvo D’Acquisto essere una presa di posizione, un fare una scelta, manifestare attenzione per qualcosa. Esempio, manca l’esempio a queste generazioni, esempio traducibile anche in speranza, mancato ancora una volta nei discorsi incredibili a cui ho assistito. Manca la voglia di tentare, manca la voglia di rischiare (giocare), manca il credere nell’opera visionaria di chi invece prova ad inventare e mantenere, manca l’ascoltare attivamente i ragazzi, le giovanissime e giovani generazioni. Dove è la tutela e l’offerta formativa? Dove sono le occasioni di confronto e condivisione, di espressione e creatività? Dove si può riconoscere un pensiero/azione che non faccia vergognare a chiamarlo educativo?
Poteva essere un’occasione, appunto. Dico questo. Nessuna polemica sterile e noiosa ma domande, riflessione, crescita, da sempre obiettivi delle mie proposte. Provando a fatica e gioia a modellare il mio piccolo esempio. Quindi per quanto mi riguarda discorso chiuso. Lascio ad altri le parole ferme perché le mie sono in movimento. Si resiste e si respira aria nuova perché sennò si muore (primo verso magia degli studenti partecipanti al laboratorio).

andare incontro a società senza classi

andare incontro a società senza classi

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