Esporsi al vento

Piombare in aria è mansione da occupare con passione il frammento estrapolato dalla poesia Il pino marittimo che ho scritto a due riprese obbligate sull’asfalto di piazza Verdi a La Spezia. Come dicevo in altra sede la performance che parte dal basso è stata il 22 Maggio 2014 spontanea: da uomo da poeta mi son sentito in obbligo nei confronti degli alberi abbattuti, dovevo loro qualcosa in cambio della bellezza che essi hanno donato ai miei passaggi e passeggi. Raccontato agli agenti della digos, i quali a metà verso hanno interrotto la performance per conoscermi attraverso il favorisca un documento prego, controllato tenendomi a distanza, nessuna rivendicazione politica, nessun messaggio offensivo. Avevano paura che qualcuno, distratto dal taglio dei pini in questione, non s’accorgesse di me per terra, in ginocchio, a scrivere, rischiando d’investirmi con l’automobile, l’autobus, la motocicletta. Perfettamente in accordo con i custodi, lo strillare delirante delle motoseghe graffiava dentro, sbranava la mattina ed i rami mozzi, m’ha fatto notare un caro amico, disperavano resina e colava, giù. Davvero qualcuno poteva essere distratto da questa immagine, io l’ho sperato. Ho guardato in giro, intorno a questa piazza ma ho visto poche persone ferme ad ascoltarsi; il parlare poi con gli agenti preoccupati per l’incolumità d’un poeta, ha concesso riflessione. Perché anche loro, una volta finito il controllo routine si sono di-mostrati nella loro umanità, nel loro sentirsi a disagio e sconnessi con quello che stava accadendo dinanzi. Allora sì, il gesso ha lasciato un segno. Quando il giorno dopo ho ripreso le parole laddove erano state arrestate, raggiungendo il lato opposto della piazza, nessun agente mi ha più disturbato, anzi i commercianti e le persone che accanto camminavano, leggevano, chiedevano, arricchivano. Allora sì, non ho più visto gl’alberi ma ho visto gente col naso all’insù a colmar l’assenza con la propria presenza che s’ascolta. Privarsi del vivo, altra tonalità di grigio.

Immagine

2014 – piazza Verdi, La Spezia (primo e secondo round), gesso su asfalto.

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3 risposte a Esporsi al vento

  1. #iblogvannnodimoda ha detto:

    Mi ricorda un racconto scritto a mano lungo tutte le strade del centro storico di Genova. Un racconto che alla fine portava dritti al mare.

    • alfonsopierro ha detto:

      già. ho goduto anche io di quella traccia tempo fa mischiandomi ai vicoli genovesi. quando pratico quella performance, a segni di gesso lungo le vie, cambio prospettiva, scrivendo. cambia prospettiva anche chi passa chi resta, leggendo. grazie del contributo.

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