giusto due cose

una cosa riguarda il primo post, quello del 4 Novembre. era una prova. una prova puntuale però. infatti il blog, che ho deciso non frettolosamente di chiamare speak sick, esprime un forte legame con la poesia postata. come leggerete in essa, si vuole rompere con il poeta impolverato. preferisco di gran lunga che mi si venga chiamato, volendo, artista dell’ascolto, sentendomi io un funambolo delle emozioni. detto questo si è costretti ad un salto senza rete oggi, dove tutto e veramente tutto ci appare concretamente capovolto ed assurdo. come ieri chi sente le cose davvero e vede dentro di esse, è considerato malato. e se una volta c’era costrizione per un allontanamento del pensiero diverso dal consueto, si è giunti, coi giusti mezzi messi prontamente a disposizione, ad un allontanamento più o meno cosciente. questa società malata ha bisogno di un parlare malato, un parlare uno scrivere un leggere un fare adatto a descrivere il gioco del cuore vivo.

l’altra cosa riguarda le sezioni del blog. sto cercando di fare presto ma non riesco. inserirò i miei attestati d’esistenza e man mano le realtà che sceglierò di vivere.

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