Poeta non mi piace

Il sole compiange i contorni di un volto immaginato

m’illumina nell’autobus

mentre leggo vangeli di fili elettrici

che campeggiano in nuvole estive

vangeli appesi tra i tetti e l’asfalto

Illumina i petali di ciliegio

sulla superficie dell’acqua nel vaso

un ramo dal legno scuro

vetro liquido trasparenti

i petali rosabianchi sono il vangelo dei panni stesi

delle lavatrici da svuotare

delle lavastoviglie da riempire

è un vangelo che parla di me

scaldato dal sole

Bisogna avere fede in noi stessi

Bisogna avere fede in dio

Ho capito

dio sono io

con molti più problemi

del resto dio non può capire il dolore

il disagio che si prova

ad essere insieme creato e creatore

Nel sole scopro i pensieri che potrei fare ai compleanni

di chi versa il mio whisky nel cesso

mentre sono intento ad investigare

sulla scomparsa della Metamorfosi di Escher

finendo al piano di sotto a mangiare pansit

Sono un artista dell’ascolto

un funambolo delle emozioni

il mio è un parlare malato

adatto a descrivere

il continuo oscillare

tra il ridicolo e il sublime

Impegnato in questo salto senza rete

si gioca a stare attenti

da una fermata dell’autobus all’altra

godendo del sole estivo come bambino

si prova a stare in equilibrio

con il cuore che batte vivo

a volte posato sul comodino

un cuore che seppur nero

rimane sempre un cuore

2011

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